Oggi vado di ricordi…

ricordi

Oggi è la giornata del ricordo di persone care, che non sono più insieme a me, ma che hanno accompagnato i miei passi, e mi hanno fatto diventare ciò che sono ora. Ogni persona che mi è stata vicina, ha lasciato un mattoncino. Mattoncino dopo mattoncino la mia anima si è formata, ed è un continuo aggiungere pezzi, perchè ogni volta che incontro una persona importante, io prendo un altro mattoncino e la mia anima migliora…

Ecco una parte dei miei Mattoncini…

Nonno Lilo: Radici
Uomo legato alle tradizioni e al proprio destino, non si lascia la strada vecchia per la nuova, aveva paura del cambiamento. Mi ricordo la sua sedia da cortile: un sedile ricavato dal tronco di un albero… L’aveva fatta mio padre per lui…

Nonna Maria: Caparbietà
Donna con gli attributi, sapeva fare tutto, ed era veloce come una lepre! Attenzione maniacale ai dettagli, soprattutto in casa, dove non c’era nulla, ma poco importava, aveva il pavimento di ciottoli, ma lei lo lucidava…

Nonno Guido: Sport
Amava Gino Bartali e ha chiamato così mio zio, se la Juve perdeva gli veniva mal di testa!
Nell’estate in cui dovevo iniziare le medie, mi portò al supermercato e mi regalò tutta la cancelleria per la scuola, compresa la famosa calcolatrice scientifica!

Nonna Lena: bontà e pazienza
La nonna c’era sempre, e portava il suo sorriso e la sua immensa fede in Dio, e nella provvidenza! Ha superato malattie, ha perso una figlia piccola, ha lavorato e sofferto tanto, ma non si abbatteva, almeno davanti ai nostri occhi di bimbi, lei era sempre la nonna col sorriso e con le parole buone, disposta ad ascoltare, a coccolare e a difendere.
Ricordo i giorni dell’esame di 5 elementare: io tornavo a casa in bicicletta, ma prima andavo a comprare pane e latte, e passavo da lei, che sapientemente legava la borsa della spesa alla mia bici, in modo che non rischiassi di cadere o di perdere il cibo, e poi ridevamo perchè la bottiglia del latte era sempre ingestibile…

Zio Nicola e Zia Pina: forza per lui e sapienza nel cucire l’impossibile, per lei
Lui un uomo di 150 cm con la forza di un toro, che ha fatto la guerra perchè era almeno alto come il Re! Lei una donna alta e snella sempre con ago e filo in mano, che rammendava e metteva toppe in continuazione alla tuta del nipote idraulico perchè, vuoi buttarla? E’ nuova!

Zio Vigio e Zia Giovanna: allegria, ovetti di cioccolato e amarena
Vivevano a due passi da noi, in una pittoresca casa, a righe orizzontali bianche e rosse. Ci passavo le estati… giocavo in allegria, bevevo acqua con sciroppo di amarena fatto in casa, e mangiavo ovetti al cioccolato bianco, che erano una bontà indescrivibile. Non sono mai più riuscita a mangiare dei cioccolatini così buoni!

Zio Livio: simpatia è ciò che penso io!
Mio zio faceva il calzolaio e ha lavorato tanto nella sua vita, troppo, ma lui era così, doveva dimostrare sempre qualcosa in più. Gli ho voluto un gran bene, era uno zio simpatico e buono, mi faceva ridere e mi viziava. Una volta mi regalò una sua penna, perché mi piaceva e voleva farmi contenta, l’ho usata finché ha scritto e dopo… lui è volato via, presto, troppo presto, ma la penna era sempre lì nell’astuccio, a ricordarmi che ce la potevo fare…

Senza di loro non sarei arrivata fino a qui, e siccome mi piace dove sono arrivata, meritano un grazie, un ricordo e una preghiera.